Condividiamo qui i testi che ci hanno colpito per qualsiasi motivo.
Uno dei primi è un testo del grande Van De Sfroos cantautore che scrive il ritornello in dialetto laghè e le strofe in italiano. Per noi, oltre alla bella storia, oltre alla musica, oltre alle altre opere del grande cantautore di Como, questo è un testo che sembra farci vedere le scene, ci fa sentire dentro ai luoghi e alle atmosfere come se fosse un film fatto bene.
Loena de picch (Van De Sfroos)

Proponiamo poi il grande Paolo Conte, magari una di quelle diverse da Azzurro o Bartali (capolavori anch’essi). È vero che poesia e musica sono cugine: hanno a che fare con musicalità e con l’esaltazione delle parole, ma spesso la canzone ha bisogno di parole più semplici. Qui invece l’incastro e la potenza dei lemmi sembra rappresentare la provincia magica che Conte ha nel cuore.

Ma non solo italiano! Un bello slang anglofono preso in quel repertorio che magari non sta al centro delle luci della musica Rock, ma davvero potente. Leggi questo testo del grande Alice Cooper: una bella poesia dedicata al diciottenne, metà bambino e metà uomo. Ascolta come fila via il ritmo delle parole.

Beh dopo l’oscurità viene la luce. Uno degli autori che più adoro, sono due. I fratelli Guido e Maurizio De Angelis: i famosi Oliver Onions. Quanta maestria nelle loro composizioni, quanta speranza nelle sigle dei film che hanno musicato e che gusto nell’incastrare l’inglese. Specialmente da due italianissimi di Rocca di Papa.

Lascia un commento